La storia

Dal 1867 a oggi.

La Fattoria di Sammontana con l'adiacente chiesetta romanica del dodicesimo secolo D.C. era un tempo di proprieta' della famiglia Medici, allora principi di Firenze, che ne fece donazione ai canonici di San Lorenzo, ordine questo posto sotto la diretta protezione della famiglia Medicea. I canonici la elessero a luogo di riposo e di ritiro, ma realizzarono anche delle ampie cantine sotterranee e, nelle adiacenze, eressero una maestosa fornace ad archi sovrapposti, adibita alla produzione di vasellame e materiale vario in terracotta.

Nel 1870 l'edificio principale, con l'annessa chiesetta, la fornace, 

e l'intera azienda agricola, fu acquistata da Michele Dzieduszycki, che dalla Polonia amava trascorrere lunghi periodi di vacanza in Italia. 

Suo figlio Maurizio, specializzatosi in arte e letteratura rinascimentale, sposò un'italiana e venne a risiedere stabilmente in Toscana. Fu merito pero' del figlio di lui, Massimo, lo sviluppo dell'azienda agricola sempre piu' indirizzata ad una specifica produzione vinicola ed olearia di qualità. 

 

Oggi, la famiglia, giunta alla sua quarta generazione , gestisce l'azienda con criteri biologici e biodinamici, con l'intento di preservare integralmente le tradizioni ed i segreti enologici di questa terra.

La terra

Questo terreno che normalmente viene definito come "ingrato", e' quello che da carattere e personalità' ai nostri vini.
 

I nostri vigneti e i nostri oliveti degradano dolcemente lungo la collina che limita ad Est la valle dell’Arno, in comune di Montelupo Fiorentino a poco più di 20 Km. di distanza da Firenze. Si tratta di circa 15 ettari di vigneti e di oltre 3.000 piante di olivo, posti ad un altitudine compresa fra i 70 ed i 150 metri s.l.m.

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Il terreno è di tipo alluvionale , con molto “scheletro”, si direbbe in linguaggio tecnico : ciò significa che è un terreno pieno di sassi, che varia dal ghiaioso al ciottoloso, con ciottoli anche di grossa dimensione.

 

Questo terreno, che normalmente viene definito come “ingrato”, 

è quello che da carattere e personalità ai nostri vini.

 

Il lavoro in vigna

Il passaggio all'agricoltura biologica ed, in seguito,

a quella biodinamica, e' stato naturale, in quanto la nostra è un' azienda molto tradizionale, legata alle vecchie consuetudini.

Terminati  i mesi più freddi si comincia la potatura manuale e la legatura delle viti (in alcuni casi a cordone e in altri a “capovolto toscano”). In primavera si procede al taglio e all’interramento del sovescio, alla scelta dei capi (scacchiatura) e successivamente (Giugno) alla “sfemminellatura” per lasciare solamente i tralci migliori e permettere una migliore areazione dei grappoli. 

Questa pratica ci permette di limitare l’uso dei trattamenti antiparassitari (solamente di zolfo e rame). 

Il nostro lavoro in vigna inizia in autunno, subito dopo la vendemmia, con la pratica del “sovescio”, che consiste nella semina fra le file delle viti di leguminose (favetta, pisello) e graminacee, che verranno poi interrate a primavera, arricchendo così il terreno di sostanze fertilizzanti naturali.

Durante l’arco dell’anno eseguiamo le operazioni previste dalla pratica biodinamica come l’irrorazione di “corno letame” sul terreno (corno di vacca riempito di letame e poi interrato per tutto l’inverno fino a maturazione) e di cornosilice sulle foglie, entrambi diluiti in acqua appositamente “dinamizzata”. Il tutto eseguito seguendo i ritmi della luna. La vendemmia è interamente manuale e inizia dalle uve bianche e dalle qualità di uve rosse più precoci. Dopo circa 15 giorni si passa alle uve più tradizionali, per terminare con le uve destinate al vinsanto, che verranno in seguito lasciate ad appassire sulle stuoie.

Il lavoro in cantina

La nostra speranza è che, aldilà del contenitore, i nostri vini riescano a mantenere nel tempo una loro personalità e peculiarità, propria del nostro “terroir”.

 

Il nostro lavoro in cantina inizia con la pressatura soffice delle uve bianche e la separazione dalle bucce. Il mosto così ottenuto viene lasciato per un giorno a decantare a bassa temperatura, per poi passare in un serbatoio di acciaio per la fermentazione, che avviene sui lieviti indigeni. Le uve rosse le fermentiamo invece, insieme alle bucce, in vasche di cemento, nel modo più naturale possibile, senza l’aggiunta di lieviti, enzimi, tannini, e altre sostanze, se non quelle presenti nelle nostre uve, allo scopo di permettere al vino di esprimere le caratteristiche della nostra terra e la personalità dei diversi tipi di uve. 

Durante il periodo di fermentazione eseguiamo frequenti rimontaggi, délestages e follature e, al termine, un completo travaso all’aria con conseguente ossigenazione dei mosti. Ripetiamo questa operazione più volte nei mesi successivi, evitando così di procedere ad operazioni di filtraggio e/o di chiarifica, per non alterare le caratteristiche originarie. A questo punto alcuni dei nostri vini vanno direttamente in bottiglia senza alcun tipo di filtrazione ( vendiamo molti vini giovani ) altri vanno in legno ( botti grandi e piccole ) altri, in piccola quantità, in anfore di terracotta. 

La nostra speranza è che, aldilà del contenitore, i nostri vini riescano a mantenere nel tempo una loro personalità e peculiarità, propria del nostro “terroir”, che si differenzia, per caratteristiche pedologiche e ambientali, da molte delle zone circostanti e dalla maggioranza delle altre zone del territorio del Chianti.

Il vino

Alberese
Rosso Toscano IGT
Prunecchio
Bianco Toscano IGT
Chianti
Chianti DOCG
Sanfirenze
Chianti Superiore DOCG
Primo Fuoco
Bianco Toscana IGT
Primo Fuoco
Rosso Toscana IGT
Tinaio
Rosso Toscana IGT
Vin Santo
Vin Santo del Chianti DOC

Via di Sammontana, 5

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Firenze - Italia

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Fattoria di Sammontana

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